martedì 12 gennaio 2016

5 cose da fare tutti i giorni in scuderia

Chi vive quotidianmente con degli animali lo sa: con loro non esistono giorni di ferie... Ecco un piccolo vademecum su cosa fare ogni giorno in fattoria se allevi degli asinelli!
1.   Pulire i box. I box o la stalla, le zone dove gli animali si sdraiano, quelle dove mangiano, ma anche quelle dove si rotolano, devono essere pulite quotidianamente. Lavare le urine, raccogliere e smaltire nella concimaia le feci. Se e solo se avete dei paddock molto ampi, potete evitare di pulirli quotidianamente, ma è un lavoro che deve essere comunque fatto molto spesso. Sarà normale, nei dintorni dei box e dei paddock, sentire nell'aria l'odore caratteristico degli animali, soprattutto se ne avete molti, ma non dovete però sentire l'odore delle deiezioni.

2.   Controllare e riempire gli abbeveratoi. Gli asini sono animali molto esigenti in fatto di acqua: deve essercene sempre di fresca a disposizione, pulita, abbondante e a una temperatura decente. Questo significa che gli abbeveratoi, soprattutto quelli esterni, devono essere posti all'ombra, soprattutto in estate, per evitare che l'acqua si surriscaldi e per prevenire lo sviluppo di larve e insetti. Invece in inverno è bene metterli in una zona riparata dal vento, e se non c'è possibilità di avere i modelli riscaldati, è bene miscelare l'acqua fredda con acqua calda, soprattutto prima che gli animali bevano (di solito dopo aver mangiato il fieno), per fare in modo che gli asini non bevano acqua freddissima che può causare problemi.
3.   Portare il fieno. L'alimentazione degli asini è a base prevalente di foraggi, se siete fortunati erba fresca in estate e fieno in inverno. La quantità è molto soggettiva: i pochi libri specifici sugli asini tendono a dare generalmente quantitativi eccessivi, quindi dovete trovare da voi la quantità adatta in funzione delle dimensioni e del metabolismo del vostro animale, tenendo conto anche del tipo di lavoro che svolge quotidianamente. Potete chiedere aiuto a uno zootecnico, un veterinario, o anche e soprattutto a un allevatore più esperto di voi. Ricordate che un animale in salute non deve essere troppo magro ma nemmeno eccessivamente grasso.

4.   Preparare e servire la razione di concentrati. Assodato che la razione deve essere a base di fieno polifita, soprattutto in certi periodi della vita dei nostri animali è utile integrare la loro razione con dei concentrati. Personalmente sconsiglio i mangimi pronti per cavalli, troppo energetici per gli asini, e anche il mais, per lo stesso motivo. La mia indicazione è una palettata scarsa di miscela di orzo e avena, possibilmente fioccati in modo da essere più digeribili, nelle fredde giornate d'inverno per "scaldare" l'animale, e durante la lattazione per sostenerla.
5.   Coccolare gli asinelli!!! Perchè tante volte, quando si è pressati dagli impegni e dalle cose da fare, quando si va in scuderia prima di andare al lavoro o la sera al ritorno da una giornata faticosa, si tende a svolgere le incombenze quotidiane per abitudine cercando di fare il prima possibile. E' normale nei periodi in cui si hanno tante cose da fare e il tempo sembra non bastare mai. Confesso che capita anche a me. Ma cerchiamo di ricordarci di fare qualche coccola ogni giorno a ciascuno dei nostri amici asini: aiuterà noi a rilassarci e loro ce ne saranno grati!


Buona giornata a tutti, alla prossima!

sabato 9 gennaio 2016

Zuppa di luganega, piselli e cipolle

Tante volte ci chiedete come poter usare le erbe che coltiviamo, soprattutto le meno conosciute. Ecco allora alcune ricette sperimentate direttamente da noi su come cucinare come in fattoria!
Vi segnalo in azzurro gli ingredienti di nostra produzione.

Zuppa di luganega, piselli e cipolle

Ingredienti:
350 g circa di luganega
1 cipolla bionda
una tazza di piselli
una tazza abbondante di passata di pomodoro
Emmenthal q.b.
Parmigiano q.b
2-3 cucchiai di latte
aromi per grigliate q.b.
salvia
olio evo


Ricetta:
Fate rosolare in un tegame l'olio evo con qualche fogliolina di salvia, anche essiccata, e una spruzzata del preparato aromi per grigliate. Aggiungete la luganega tagliata in sei pezzi e fatela abbrustolire su tutti i lati. Sfumate con un goccio di vino bianco per deglassare il fondo della padella, aggiungete la cipolla tagliata a fettine sottili e i piselli, amalgate il tutto e dopo qualche minuto aggiungete anche la passata di pomodoro. Allungate con un mezzo bicchiere di acqua, abbassate la fiamma, coprite il tegame e portate a completa cottura. Pochi minuti prima di spegnere il fuoco, aggiungete qualche cubetto di emmenthal (o qualunque altro formaggio dolce avete in frigorifero) e due o tre cucchiai di latte, mescolate per amalgamare bene e togliete dal fuoco. Per completare il piatto, prima di servire, aggiungete una spolverata di formaggio stagionato (Parmigiano o simili).


Noi l'abbiamo mangiata così, ma secondo me si presta anche a una veloce grigliatina in forno prima di essere portata in tavola.
Visto il sughetto abbondante, non dimenticate di abbondare con il pane o i crostini.
Buon appetito!



giovedì 9 aprile 2015

Estratti casalinghi: il pericolo di non conoscere le concentrazioni di principi attivi

Qualche sera fa ho visto in televisione un servizio su un'azienda agricola trentina specializzata nella coltivazione di piante officinali con successiva produzione di tinture e estrazione di olii essenziali.
Osservando il servizio mi è sorta spontanea qualche considerazione...
Innanzitutto bisogna considerare che il Trentino Alto Adige, in virtù del suo status di Regione Autonoma, gode di un regolamento relativo alla trasformazione delle piante officinali che nessuna altra regione italiana può sfruttare. Ma nessuno vieta di farsi dei preparati casalinghi.
Detto questo, parliamo di trasformazione...
Un conto è essiccare le erbe ed utilizzarle come infusi, decotti e macerati, nei quali il solvente è l'acqua: solo una parte di principi attivi viene estratta dall'acqua, e questo è nel bene e nel male un fatto di cui tenere conto perchè è garanzia di sicurezza. A meno, ovviamente, di soffrire di allergie a tale specie!


Quando iniziamo a utilizzare solventi differenti, fra cui l'alcool è sicuramente quello più diffuso a livello casalingo, le cose cambiano notevolmente.
Giocando con il grado alcoolico del solvente di estrazione e con la sua successiva diluizione con acqua o sciroppi, si può ottenere un prodotto finale di grado alcoolico certo.
Ma, facendo queste estrazioni a casa, ciò su cui non abbiamo alcun controllo è la concentrazione di principio attivo. Perchè se non si analizza ogni singola pianta o miscela con macchinari particolari che determinano il contenuto esatto di pincipio attivo, possiamo solo stimare che questo sia presente nell'essenza, ma senza avere idea di quanto ce ne sia.
E numerosi studi hanno dimostrato che sono molte le variabili che influenzano la sintesi e l'accumulo di principi attivi: non solo genetica, ma anche tanti aspetti pedoclimatici e gestionali.

 

Ad esempio, assenzio coltivato in alta montagna ha una concentrazione di tossicità molto più bassa rispetto a quello coltivato in collina. Lavanda trapiantata in filari stretti ha meno resa ma molti più olii di quella coltivata con densità inferiori.
E poi ci sono l'esposizione, il versante, le caratteristiche del suolo, ecc.
Pensiamo ad una tintura di assenzio fatta in casa: quanto sarà la concentrazione di tujoni? Alta? Bassa? Media? I tujoni sono sostanze pericolose, tossiche a livello cerebrale, e una concentrazione alta assunta per via alimentare non è da sottovalutare. A meno di non voler imitare i poeti maledetti e i voli pindarici delle loro menti...
Oppure pensiamo a un estratto di iperico. La concentrazione di ipericina e soprattutto di iperforina, i principi attivi caratteristici dell'erba di san Giovanni, è una caratteristica che non può essere trascurata. Basti pensare che l'iperico interagisce con più o meno tutti i medicinali, anche quelli di uso comune, e non dare peso alla concentrazione di iperforina potrebbe causare seri problemi.


Quindi non improvvisatevi erboristi: limitatevi all'utilizzo delle piante in tisana e come aromi in cucina, dove le concentrazioni di principi attivi estratti non sono pericolose, e acquistate tinture ed estratti solo da aziende serie che garantiscono sulla confezione la percentuale di principio attivo presente nel prodotto!!!

lunedì 23 marzo 2015

Le start-up di montagna: ovvero trasformare i problemi in risorse!

Oggi voglio presentarvi l'articolo apparso un paio di settimane fa su WIRED Online, testata giornalistica seguita da centinaia di migliaia di persone si occupa di tantissimi temi, in cui si parla anche di noi. 
L'articolo tratta delle start up dei giovani imprenditori in montagna: vengono presentate brevemente alcuni imprenditori e le loro aziende, focalizzando l'attenzione su come le difficoltà di vivere e lavorare in zone poco comode possa e debba diventare un punto di forza. 
Uno di questi imprenditori... sono io!!! Vi lascio alla lettura, e alla prossima!

http://www.wired.it/economia/start-up/2015/03/02/dalle-citta-monti-successo-dei-giovani-imprenditori/ 


venerdì 6 marzo 2015

Allevare nel pieno rispetto degli animali e del loro benessere

Quello di questa settimana è un post a cui tengo molto, perchè vorrei spiegarvi la mia filosofia di vita, o perlomeno di lavoro, di agricoltore, allevatrice e imprenditrice.
Spesso si tende a fare di tutt'erba un fascio, e purtroppo tante persone pensano che l'allevatore sia un uomo o una donna con pochi scrupoli, per cui gli animali sono solo fonte di reddito, spremuti fino all'osso fino a quando possono produrre e poi semplicemente macellati. 
Beh, non è così. Neanche lontanamente. O almeno non è così per me nè per tanti altri allevatori che conosco. Ma oggi voglio parlarvi solo di me, di noi.
Voglio dimostrarvi che si può vivere e lavorare insieme agli animali, e che si può farlo senza sfruttarli. Semplicemente, si collabora. Che è la parola chiave della nostra azienda.


Innanzitutto iniziamo col dire che i nostri animali sono seguiti quotidianamente, hanno box in cui ripararsi la notte o col maltempo, o comunque quando vogliono, perchè sono liberi di entrare e uscire, e hanno a disposizione anche una tettoria esterna se vogliono ripararsi senza rientrare in box. Vengono alimentati seguendo una dieta attenta studiata da un professionista (che in questo caso sono sempre io!), perchè non è vero che un asino mangia di tutto. Pascolo in estate, ottimo fieno in inverno. E mai mangime per cavalli, che per gli asini risulta essere troppo energetico e per questo rischioso, ma un mix di cereali studiati ad hoc. Razioni dosate per ciascuno e solo quando serve, che non significa fargli patire la fame ma al contrario non rischiare che la loro golosità li porti alla morte per colica. E poi vaccinazioni, sverminazioni, visite mediche, cura dello zoccolo e tutto quanto di ordinario e straordinario gira intorno alla gestione di un equino.


E' vero, in azienda produciamo latte d'asina, e per farlo è necessario che le asine partoriscano. Ma seguiamo una rigida gestione dei parti, per fare in modo che le femmine non debbano essere coperte tutte tutti gli anni. Questo significa che abbiamo più asine di quelle che sarebbero strettamente necessarie per le nostre produzioni, ma significa anche che non restando gravide ogni anno hanno una diversa qualità e prospettiva di vita.
E' un costo? Certo, ma perchè se anche un animale non produce continua comunque a mangiare, bere, necessitare di cure quotidiane. Ma va bene così, perchè noi collaboriamo con loro, non li sfruttiamo.
Abbiamo scelto di non fare latte alimentare perchè, viste le minime quantità di latte prodotte dalle asine, per avere un allevamento economicamente sostenibile dovremmo avere tantissimi animali, gravidi a ciclo continuo, con una conseguente produzione di puledri che sarebbe obiettivamente difficile vendere non da macello. I nostri piccoli numeri, le nostre poche nascite, ci permettono di gestire con più tranquillità anche i puledri. Alcuni li teniamo, altri li vendiamo. Ma li vendiamo come non DPA, che è la dicitura legale che ne impedisce la macellazione consideranoli come animali sportivi o da compagnia, in modo che vadano a proprietari che li vogliono non come animali da carne ma come amici di vita.
E' un costo? Certo, perchè il prezzo di vendita è sicuramente inferiore, e la rapidità di vendita anche, ma va bene così. Perchè noi collaboriamo con loro, non li sfruttiamo.


Inoltre vendiamo animali che siano svezzati all'età che reputiamo più adeguata. Le linee guida dell'allevamento equino suggeriscono di non svezzare un puledro prima dei sei mesi. Dalla mia esperienza ho notato che se questa può essere un età forse sufficiente dal punto di vista strettamente alimentare, non lo è assolutamente dal punto di vista dell'equilibrio psicologico del cucciolo e dell'animale adulto che diverrà. Non separiamo un puledrino dalla sua mamma, e quindi non lo vendiamo, prima dei 14-15 mesi di età, perchè almeno per il suo primo anno il cucciolo ha bisogno della presenza della mamma, della sicurezza che lei gli infonde e degli insegnamenti che lei gli da, ne ha bisogno per diventare un adulto sicuro e, appunto, equilibrato.
Ma non mungiamo la fattrice per un intero anno, perchè dopo i 7-8 mesi di lattazione la produzione diventa veramente molto ridotta. Di conseguenza, per i 6-7 mesi successivi la femmina non può essere utilizzata per altre attività, e non è produttiva.
E' un costo? Certo, perchè dalla fine della mungitura fino a quando il puledro ha passato l'anno l'asina non può essere utilizzata per altre attività, e quindi non è produttiva, ma va bene così. Perchè noi collaboriamo con loro, non li sfruttiamo.


Ma siccome putroppo anche noi dobbiamo vivere, e in qualche modo guadagnare, abbiamo cercato soluzioni per cercare di arginare i costi rispettando il benessere degli animali.
E così, negli anni in cui le femmine sono "a riposo" e non hanno puledri, le utilizziamo nelle attività con i bambini e con le famiglie. Semplici passeggiate, qualche giretto a sella, tante coccole e una lunga e costante lotta per far capire quanto sia sbagliata la triste nomea che l'asino si porta dietro per tradizione. E fare una passeggiata nel bosco, prendersi le coccole dei bambini e dei loro genitori, farsi strigliare e spazzolare da chi viene in fattoria, fare dei semplici giretti nel recinto con i bambini in sella non sono di certo fonte di stress per gli animali, anzi!!! Avete mai visto il particolarissimo rapporto che si crea fra un asinello e un bambino? E' magia.


E ora veniamo alla produzione di latte.
Come abbiamo detto, abbiamo scartato la produzione di latte alimentare perchè abbiamo scelto di non seguire pratiche intensive. Ma come funziona la mungitura?
Prima di tutto bisogna sapere che l'asina è biologicamente e fisiologicamente un animale molto diverso dal bovino, per cui le regole che valgono per la mucca non valgono per gli equini. Per fare latte, l'asina ha bisogno della vicinanza e della stimolazione visivo-olfattiva prodotta dal cucciolo, e dalla sua suzione. Quindi non si può allontanare un puledro appena nato dalla mamma asina, come si fa con i vitelli, e avere latte. Ma se avete letto fino a qua, forse immaginerete che non l'avremmo fatto anche se fosse stato possibile.
Allora come facciamo?


Per i primi due mesi lasciamo tutto il latte al puledrino, che sta sempre in compagnia della mamma, e dopo la prima settimana viene gradualmente immesso con lei anche nel branco.
All'inizio del terzo mese, iniziamo a separare gradualmente il cucciolo dalla fattrice per un'oretta, al mattino, lasciandoli in due recinti confinanti, in modo che possano vedersi, annusarsi, e avere la certezza di esserci l'uno per l'altra. La fattrice non resta mai sola nel suo recinto, nè lo rimane il puledro. Entrambi restano in compagnia di altri asini nel loro paddock, e chi sta con chi lo decidiamo di anno in anno in funzione del carattere degli animali e dei rapporti che si creano nel branco. La visione della mamma rassicura il cucciolo, e la presenza di altri asini lo incoraggia a giocare, a distrarsi e poi a rilassarsi e a farsi dei sani pisolini in tutta tranquillità e sicurezza.


Nel giro di qualche giorno arriviamo a una separazione di un paio d'ore, durata che sarà la stessa per alcune settimane. Al termine delle due ore, mungiamo il latte e poi rimettiamo insieme pulerdo e mamma, che restano insieme per il resto della giornata e fino all'indomani mattina. Il latte prodotto in questo periodo di tempo varia di asina in asina, ma siamo nell'ordine dei 200 grammi circa. Sì, avete letto bene: 200 grammi.
Mano a mano che passano le settimane aumentiamo le ore di distacco: tre, quattro, fino ad arrivare a circa sei ore verso il sesto mese, e a una produzione massima di circa 600-700 grammi. 
Questo significa che noi togliamo al puledro fino a un massimo del 10% del latte, e raggiungiamo la percentuale massima solo verso il raggiungimento del periodo di possibile svezzamento biologico.
Nelle ore in cui non può succhiare il latte della mamma, il cucciolo ha a disposizione erba fresca o fieno, in funzione della stagione, e gli somministriamo uno speciale latte granulare per puledri (che fra l'altro costa carissimo!!!), vitaminizzato e studiato proprio per le necessità di cavallini e asinelli.
Tanti studi suggeriscono di ripetere la routine della separazione due volte al giorno, ma noi preferiamo farlo una volta sola, anche per non stressare troppo il puledro.
Questa modalità di gestione rappresenta un costo? Certo, ma va bene così. Perchè noi collaboriamo con gli asini, non li sfruttiamo.


E quando ci sono problemi? Se un animale ha un problema non ce ne disfiamo, non lo vendiamo o peggio ancora non lo macelliamo. Abbiamo con noi un maschio che ha una zampa debole fin da cucciolo, e che per questo spesso prende storte e ha bisogno di alcuni giorni di cure e isolamento dagli altri. Sappiamo bene che se lo vendessimo probabilmente avrebbe vita difficile, così stiamo studiando per lui una "carriera" che gli permetta di non essere economicamente un peso, ma rispettando le sue necessità e le sue caratteristiche.
Abbiamo una femmina che, per un difetto congenito, non rimane gravida con facilità. senza entrare nei dettagli, basti sapere che può restare incinta e portare a termine la gravidanza senza problemi solo se l'ovulazione avviena da uno dei due lati possibili.  Ma niente da fare se l'ovulazione avviena dall'altra parte. Questo significa che può rimanere gravida oppure no, ed è solo il caso a deciderlo. Ma la teniamo lo stesso con noi. E nel frattempo è diventata l'asinella bibliotecaria amica dei bambini e delle storie lette nel bosco.


Tutto questo ha un costo? Certo, ma va bene così. Perchè, ancora una volta, noi collaboriamo con loro e non li sfruttiamo, accettiamo "la buona e la cattiva sorte". E ragioniamo insieme su come risolvere i problemi o almeno arginarli senza dovere e volere mai mandare i nostri asini al macello.
A questo punto magari ci sarà ancora qualcuno che risponderà che un asino, come tutti gli animali, deve vivere libero e senza fare nulla. A loro ricordo che fino a dieci anni fa gli asini erano a un passo dal raggiungere il limite considerato come a rischio di estinzione. Perchè gli asini, le mucche, le capre e le pecore, non sono animali selvatici che vivono nelle foreste, e bisogna rendersi conto che se non vengono allevati dall'uomo sono destinati a scomparire. E allora non è forse meglio, per loro e per noi, una vita in cui si può collaborare? In cui noi lavoriamo con loro, e questo ci permette di mantenerli e far loro condurre una vita dignitosa?
Certo non saremo mai ricchi, lavorando così. Ma piano piano questo modo di lavorare ci sta consentendo di raggiungere un equilibrio anche economico, ci permette di dormire sereni e di vivere facendo il lavoro che amiamo in sintonia con i nostri amici orecchie-lunghe. A noi non sembra poco, e a voi?