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lunedì 4 aprile 2016

Come capire che l'asinello sta per nascere

Scusatemi se sono stata assente dal blog negli ultimi giorni, ma in fattoria è arrivata una nuova puledrina, Paprika, e siamo stati tutti presi dall'evento!
La gravidanza di un'asina dura circa 12 mesi e mezzo, ma piccole variazioni possono verificarsi in funzione della razza e del singolo animale: se tenete monitorati i calori delle vostre fattrici e siete sicuri di quando vengono coperte dal maschio, è facile stabilire la data presunta del parto. Se invece i vostri animali vivono al pascolo e non avete con loro un contatto quotidiano, è più difficile capire quando nascerà il puledrino. 
Ci sono comunque altri segni di facile individuazione che ci possono aiutare a capire che il grande giorno si sta avvicinando: il più evidente è l'ingrossamento delle mammelle. Tuttavia anche questa caratteristica, seppur si verifichi in tutte le gravidanze, si manifesta in maniera diversa: in alcune femmine le mammelle iniziano ad ingrossarsi a partire da un mese e mezzo o due dal parto, in altre sono sufficienti un paio di settimane. Le mie fattrici iniziano ad ingrossarle circa un mese prima del parto, e da quel giorno bisogna tenere sotto controllo le asine con ancora maggiore frequenza.



Altri segni che ci indicano che il parto è prossimo sono il rilassamento della vulva, l'inarcamento della schiena, e negli ultimi giorni una maggiore irritabilità dell'asina. Al contrario non è tanto indicativo il pancione: alcune asine sembrano pronte per partorire già al quinto o sesto mese, altre a malapena mostrano la pancia al dodicesimo.


Ci sono anche tante leggende che suggeriscono come capire che l'asina è pronta per partorire, e la maggior parte riguarda il ciclo della luna. In tanti sostengono che le asine gravide (ma la cosa varrebbe per tutti gli animali...) partoriscono con la luna piena. C'è chi dice che dipende dall'effetto del magnetismo, chi tira in ballo l'etologia (che già ha più senso!) e dice che l'asina, che spesso partorisce di notte, grazie alla luce della luna piena si sente più sicura e quindi più propensa a partorire. 
La verità è che... non c'è una verità! E' vero che le asine partoriscono frequentemente di notte, ma mi è capitato anche di assistere a nascite in tarda mattinata o in pieno pomeriggio, e in tutti gli anni che mi occupo di allevamento non ho mai avuto un'asina che abbia partorito con la luna piena! Luna crescente, luna calante, luna nera... c'è stato un po' di tutto! 
Ma nonostante tutta questa variabilità, a parte il primissimo puledro con il quale ancora non conoscevo bene tutti i dettagli, non ho mai perso un parto delle mie asine! E questo grazie a un piccolo ma infallibile trucchetto che ho scoperto navigando per ore e ore in internet per documentarmi... ora che sono passati anni non ricordo su che sito ho scoperto questa cosa, non ricordo nemmeno se era italiano o straniero, ma è un dettaglio che aiuta notevolmente. Non vi eviterà le nottate in bianco a monitorare la situazione, ma le riduce notevolmente!
Certo noi in azienda verifichiamo il manifestarsi dei calori e di conseguenza sappiamo approssimativamente quando avverrà il parto, e l'ingrossamento delle mammelle ce lo conferma, ma come sapere il giorno?
Come ho detto sopra, la cosa fondamentale è controllare l'ingrossamento delle mammelle. Quando iniziano ad essere ben visibili (nelle mie asine circa due settimane dopo l'inizio dell'ingrossamento), una volta al giorno mungete con delicatezza un goccio di liquido su una superficie nera: vedrete che sarà trasparente. E lo resterà per giorni e giorni.... fino a quando, di punto in bianco, un giorno vedrete che quel liquido sarà improvvisamente diventato bianco. Questo significa che il calcio ha iniziato a scendere nelle mammelle, e che il parto biologicamente è avviato. Da quel momento, entro 24/48h, l'asina partorirà il suo cucciolo!


Un evento emozionante e indimenticabile a cui è importante assistere: vi racconterò il perchè in un altro post...

lunedì 22 febbraio 2016

Un pollaio très-chic!

Presto nella nostra azienda agricola arriveranno anche delle galline. Per essere pronti ad accoglierle, dovremo costruire loro una bella casetta!
Per soddisfare tutti i loro bisogni quotidiani, e di conseguenza vivere nel benessere, bisogna assicurare alle galline tre cose fondamentali: i posatoi, dove i volatili si appolaiano la notte per dormire, i nidi, dove le ovaiole depongono le uova, e un'area esterna dove possono razzolare, scavare le buche e cercare... vermi!
Quindi il pollaio può essere anche semplicissimo, l'importante è che non manchino queste cose. Poi certo, se vogliamo guardare il deseign, sul web troviamo delle soluzioni fantastiche!

Awesome Chicken Coop and gazebo pen set up. Lots of beautiful inspirational photos on this property too. Tone on Tone: Visiting Bunny Williams + Giveaway!:
http://toneontoneantiques.blogspot.it/2014/06/visiting-bunny-williams-giveaway.html

Maggie's Six Hen House with a 'chicken window':
http://www.flytesofancy.co.uk/chickenhouses/404-Error.html

Now that's A HEN House.. ...via... https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151945281783925&set=a.323122848924.150385.271250988924&type=1&theater:


LOVE this coop - the vine on top would help keep them cool in the summer, as well as attract bugs for them to eat.:
http://countrywisher.tumblr.com/post/97283881665

The backyard chickens movement towards self-reliance and sustainability is sweeping the nation. If you have been considering joining in and raising a small flock of your own, you will need to know the basics of chicken keeping and what they need to be happy and healthy.:
 http://www.bhg.com/gardening/landscaping-projects/garden-structures/chicken-coop-basics/


Vi aggiornerò nei prossimi mesi sulla scelta e sulla costruzione. A presto!

martedì 12 gennaio 2016

5 cose da fare tutti i giorni in scuderia

Chi vive quotidianmente con degli animali lo sa: con loro non esistono giorni di ferie... Ecco un piccolo vademecum su cosa fare ogni giorno in fattoria se allevi degli asinelli!
1.   Pulire i box. I box o la stalla, le zone dove gli animali si sdraiano, quelle dove mangiano, ma anche quelle dove si rotolano, devono essere pulite quotidianamente. Lavare le urine, raccogliere e smaltire nella concimaia le feci. Se e solo se avete dei paddock molto ampi, potete evitare di pulirli quotidianamente, ma è un lavoro che deve essere comunque fatto molto spesso. Sarà normale, nei dintorni dei box e dei paddock, sentire nell'aria l'odore caratteristico degli animali, soprattutto se ne avete molti, ma non dovete però sentire l'odore delle deiezioni.

2.   Controllare e riempire gli abbeveratoi. Gli asini sono animali molto esigenti in fatto di acqua: deve essercene sempre di fresca a disposizione, pulita, abbondante e a una temperatura decente. Questo significa che gli abbeveratoi, soprattutto quelli esterni, devono essere posti all'ombra, soprattutto in estate, per evitare che l'acqua si surriscaldi e per prevenire lo sviluppo di larve e insetti. Invece in inverno è bene metterli in una zona riparata dal vento, e se non c'è possibilità di avere i modelli riscaldati, è bene miscelare l'acqua fredda con acqua calda, soprattutto prima che gli animali bevano (di solito dopo aver mangiato il fieno), per fare in modo che gli asini non bevano acqua freddissima che può causare problemi.
3.   Portare il fieno. L'alimentazione degli asini è a base prevalente di foraggi, se siete fortunati erba fresca in estate e fieno in inverno. La quantità è molto soggettiva: i pochi libri specifici sugli asini tendono a dare generalmente quantitativi eccessivi, quindi dovete trovare da voi la quantità adatta in funzione delle dimensioni e del metabolismo del vostro animale, tenendo conto anche del tipo di lavoro che svolge quotidianamente. Potete chiedere aiuto a uno zootecnico, un veterinario, o anche e soprattutto a un allevatore più esperto di voi. Ricordate che un animale in salute non deve essere troppo magro ma nemmeno eccessivamente grasso.

4.   Preparare e servire la razione di concentrati. Assodato che la razione deve essere a base di fieno polifita, soprattutto in certi periodi della vita dei nostri animali è utile integrare la loro razione con dei concentrati. Personalmente sconsiglio i mangimi pronti per cavalli, troppo energetici per gli asini, e anche il mais, per lo stesso motivo. La mia indicazione è una palettata scarsa di miscela di orzo e avena, possibilmente fioccati in modo da essere più digeribili, nelle fredde giornate d'inverno per "scaldare" l'animale, e durante la lattazione per sostenerla.
5.   Coccolare gli asinelli!!! Perchè tante volte, quando si è pressati dagli impegni e dalle cose da fare, quando si va in scuderia prima di andare al lavoro o la sera al ritorno da una giornata faticosa, si tende a svolgere le incombenze quotidiane per abitudine cercando di fare il prima possibile. E' normale nei periodi in cui si hanno tante cose da fare e il tempo sembra non bastare mai. Confesso che capita anche a me. Ma cerchiamo di ricordarci di fare qualche coccola ogni giorno a ciascuno dei nostri amici asini: aiuterà noi a rilassarci e loro ce ne saranno grati!


Buona giornata a tutti, alla prossima!

venerdì 6 marzo 2015

Allevare nel pieno rispetto degli animali e del loro benessere

Quello di questa settimana è un post a cui tengo molto, perchè vorrei spiegarvi la mia filosofia di vita, o perlomeno di lavoro, di agricoltore, allevatrice e imprenditrice.
Spesso si tende a fare di tutt'erba un fascio, e purtroppo tante persone pensano che l'allevatore sia un uomo o una donna con pochi scrupoli, per cui gli animali sono solo fonte di reddito, spremuti fino all'osso fino a quando possono produrre e poi semplicemente macellati. 
Beh, non è così. Neanche lontanamente. O almeno non è così per me nè per tanti altri allevatori che conosco. Ma oggi voglio parlarvi solo di me, di noi.
Voglio dimostrarvi che si può vivere e lavorare insieme agli animali, e che si può farlo senza sfruttarli. Semplicemente, si collabora. Che è la parola chiave della nostra azienda.


Innanzitutto iniziamo col dire che i nostri animali sono seguiti quotidianamente, hanno box in cui ripararsi la notte o col maltempo, o comunque quando vogliono, perchè sono liberi di entrare e uscire, e hanno a disposizione anche una tettoria esterna se vogliono ripararsi senza rientrare in box. Vengono alimentati seguendo una dieta attenta studiata da un professionista (che in questo caso sono sempre io!), perchè non è vero che un asino mangia di tutto. Pascolo in estate, ottimo fieno in inverno. E mai mangime per cavalli, che per gli asini risulta essere troppo energetico e per questo rischioso, ma un mix di cereali studiati ad hoc. Razioni dosate per ciascuno e solo quando serve, che non significa fargli patire la fame ma al contrario non rischiare che la loro golosità li porti alla morte per colica. E poi vaccinazioni, sverminazioni, visite mediche, cura dello zoccolo e tutto quanto di ordinario e straordinario gira intorno alla gestione di un equino.


E' vero, in azienda produciamo latte d'asina, e per farlo è necessario che le asine partoriscano. Ma seguiamo una rigida gestione dei parti, per fare in modo che le femmine non debbano essere coperte tutte tutti gli anni. Questo significa che abbiamo più asine di quelle che sarebbero strettamente necessarie per le nostre produzioni, ma significa anche che non restando gravide ogni anno hanno una diversa qualità e prospettiva di vita.
E' un costo? Certo, ma perchè se anche un animale non produce continua comunque a mangiare, bere, necessitare di cure quotidiane. Ma va bene così, perchè noi collaboriamo con loro, non li sfruttiamo.
Abbiamo scelto di non fare latte alimentare perchè, viste le minime quantità di latte prodotte dalle asine, per avere un allevamento economicamente sostenibile dovremmo avere tantissimi animali, gravidi a ciclo continuo, con una conseguente produzione di puledri che sarebbe obiettivamente difficile vendere non da macello. I nostri piccoli numeri, le nostre poche nascite, ci permettono di gestire con più tranquillità anche i puledri. Alcuni li teniamo, altri li vendiamo. Ma li vendiamo come non DPA, che è la dicitura legale che ne impedisce la macellazione consideranoli come animali sportivi o da compagnia, in modo che vadano a proprietari che li vogliono non come animali da carne ma come amici di vita.
E' un costo? Certo, perchè il prezzo di vendita è sicuramente inferiore, e la rapidità di vendita anche, ma va bene così. Perchè noi collaboriamo con loro, non li sfruttiamo.


Inoltre vendiamo animali che siano svezzati all'età che reputiamo più adeguata. Le linee guida dell'allevamento equino suggeriscono di non svezzare un puledro prima dei sei mesi. Dalla mia esperienza ho notato che se questa può essere un età forse sufficiente dal punto di vista strettamente alimentare, non lo è assolutamente dal punto di vista dell'equilibrio psicologico del cucciolo e dell'animale adulto che diverrà. Non separiamo un puledrino dalla sua mamma, e quindi non lo vendiamo, prima dei 14-15 mesi di età, perchè almeno per il suo primo anno il cucciolo ha bisogno della presenza della mamma, della sicurezza che lei gli infonde e degli insegnamenti che lei gli da, ne ha bisogno per diventare un adulto sicuro e, appunto, equilibrato.
Ma non mungiamo la fattrice per un intero anno, perchè dopo i 7-8 mesi di lattazione la produzione diventa veramente molto ridotta. Di conseguenza, per i 6-7 mesi successivi la femmina non può essere utilizzata per altre attività, e non è produttiva.
E' un costo? Certo, perchè dalla fine della mungitura fino a quando il puledro ha passato l'anno l'asina non può essere utilizzata per altre attività, e quindi non è produttiva, ma va bene così. Perchè noi collaboriamo con loro, non li sfruttiamo.


Ma siccome putroppo anche noi dobbiamo vivere, e in qualche modo guadagnare, abbiamo cercato soluzioni per cercare di arginare i costi rispettando il benessere degli animali.
E così, negli anni in cui le femmine sono "a riposo" e non hanno puledri, le utilizziamo nelle attività con i bambini e con le famiglie. Semplici passeggiate, qualche giretto a sella, tante coccole e una lunga e costante lotta per far capire quanto sia sbagliata la triste nomea che l'asino si porta dietro per tradizione. E fare una passeggiata nel bosco, prendersi le coccole dei bambini e dei loro genitori, farsi strigliare e spazzolare da chi viene in fattoria, fare dei semplici giretti nel recinto con i bambini in sella non sono di certo fonte di stress per gli animali, anzi!!! Avete mai visto il particolarissimo rapporto che si crea fra un asinello e un bambino? E' magia.


E ora veniamo alla produzione di latte.
Come abbiamo detto, abbiamo scartato la produzione di latte alimentare perchè abbiamo scelto di non seguire pratiche intensive. Ma come funziona la mungitura?
Prima di tutto bisogna sapere che l'asina è biologicamente e fisiologicamente un animale molto diverso dal bovino, per cui le regole che valgono per la mucca non valgono per gli equini. Per fare latte, l'asina ha bisogno della vicinanza e della stimolazione visivo-olfattiva prodotta dal cucciolo, e dalla sua suzione. Quindi non si può allontanare un puledro appena nato dalla mamma asina, come si fa con i vitelli, e avere latte. Ma se avete letto fino a qua, forse immaginerete che non l'avremmo fatto anche se fosse stato possibile.
Allora come facciamo?


Per i primi due mesi lasciamo tutto il latte al puledrino, che sta sempre in compagnia della mamma, e dopo la prima settimana viene gradualmente immesso con lei anche nel branco.
All'inizio del terzo mese, iniziamo a separare gradualmente il cucciolo dalla fattrice per un'oretta, al mattino, lasciandoli in due recinti confinanti, in modo che possano vedersi, annusarsi, e avere la certezza di esserci l'uno per l'altra. La fattrice non resta mai sola nel suo recinto, nè lo rimane il puledro. Entrambi restano in compagnia di altri asini nel loro paddock, e chi sta con chi lo decidiamo di anno in anno in funzione del carattere degli animali e dei rapporti che si creano nel branco. La visione della mamma rassicura il cucciolo, e la presenza di altri asini lo incoraggia a giocare, a distrarsi e poi a rilassarsi e a farsi dei sani pisolini in tutta tranquillità e sicurezza.


Nel giro di qualche giorno arriviamo a una separazione di un paio d'ore, durata che sarà la stessa per alcune settimane. Al termine delle due ore, mungiamo il latte e poi rimettiamo insieme pulerdo e mamma, che restano insieme per il resto della giornata e fino all'indomani mattina. Il latte prodotto in questo periodo di tempo varia di asina in asina, ma siamo nell'ordine dei 200 grammi circa. Sì, avete letto bene: 200 grammi.
Mano a mano che passano le settimane aumentiamo le ore di distacco: tre, quattro, fino ad arrivare a circa sei ore verso il sesto mese, e a una produzione massima di circa 600-700 grammi. 
Questo significa che noi togliamo al puledro fino a un massimo del 10% del latte, e raggiungiamo la percentuale massima solo verso il raggiungimento del periodo di possibile svezzamento biologico.
Nelle ore in cui non può succhiare il latte della mamma, il cucciolo ha a disposizione erba fresca o fieno, in funzione della stagione, e gli somministriamo uno speciale latte granulare per puledri (che fra l'altro costa carissimo!!!), vitaminizzato e studiato proprio per le necessità di cavallini e asinelli.
Tanti studi suggeriscono di ripetere la routine della separazione due volte al giorno, ma noi preferiamo farlo una volta sola, anche per non stressare troppo il puledro.
Questa modalità di gestione rappresenta un costo? Certo, ma va bene così. Perchè noi collaboriamo con gli asini, non li sfruttiamo.


E quando ci sono problemi? Se un animale ha un problema non ce ne disfiamo, non lo vendiamo o peggio ancora non lo macelliamo. Abbiamo con noi un maschio che ha una zampa debole fin da cucciolo, e che per questo spesso prende storte e ha bisogno di alcuni giorni di cure e isolamento dagli altri. Sappiamo bene che se lo vendessimo probabilmente avrebbe vita difficile, così stiamo studiando per lui una "carriera" che gli permetta di non essere economicamente un peso, ma rispettando le sue necessità e le sue caratteristiche.
Abbiamo una femmina che, per un difetto congenito, non rimane gravida con facilità. senza entrare nei dettagli, basti sapere che può restare incinta e portare a termine la gravidanza senza problemi solo se l'ovulazione avviena da uno dei due lati possibili.  Ma niente da fare se l'ovulazione avviena dall'altra parte. Questo significa che può rimanere gravida oppure no, ed è solo il caso a deciderlo. Ma la teniamo lo stesso con noi. E nel frattempo è diventata l'asinella bibliotecaria amica dei bambini e delle storie lette nel bosco.


Tutto questo ha un costo? Certo, ma va bene così. Perchè, ancora una volta, noi collaboriamo con loro e non li sfruttiamo, accettiamo "la buona e la cattiva sorte". E ragioniamo insieme su come risolvere i problemi o almeno arginarli senza dovere e volere mai mandare i nostri asini al macello.
A questo punto magari ci sarà ancora qualcuno che risponderà che un asino, come tutti gli animali, deve vivere libero e senza fare nulla. A loro ricordo che fino a dieci anni fa gli asini erano a un passo dal raggiungere il limite considerato come a rischio di estinzione. Perchè gli asini, le mucche, le capre e le pecore, non sono animali selvatici che vivono nelle foreste, e bisogna rendersi conto che se non vengono allevati dall'uomo sono destinati a scomparire. E allora non è forse meglio, per loro e per noi, una vita in cui si può collaborare? In cui noi lavoriamo con loro, e questo ci permette di mantenerli e far loro condurre una vita dignitosa?
Certo non saremo mai ricchi, lavorando così. Ma piano piano questo modo di lavorare ci sta consentendo di raggiungere un equilibrio anche economico, ci permette di dormire sereni e di vivere facendo il lavoro che amiamo in sintonia con i nostri amici orecchie-lunghe. A noi non sembra poco, e a voi?

lunedì 16 febbraio 2015

Un asino per Amico: come conquistare la sua fiducia

L'asino è sempre stato considerato un animale testardo, spesso addirittura "cattivo", imprevedibile, sempre pronto a mordere o scalciare. Nulla di più falso...
Certo, tutto dipende da come viene trattato: molto spesso vediamo asini in mezzo a un gregge di pecore o capre al pascolo, oppure solo in un prato. Il proprietario va a riempirgli il secchio dell'acqua una o due volte a settimana, senza fermarsi a fargli coccole e carezze.
Con queste premesse, come è possibile che l'asino, nel momento in cui si avvicina all'improvviso una persona, non la percepisca come un pericolo? Certo, non si può prendere questo asino, mettergli un cane che gli corre intorno abbaiando e un paio di bambini urlanti che cercano di saltargli sulla schiena, e pensare che si lasci fare tutto senza battere ciglio. Ricordiamoci che l'equino è una preda, e che quindi, etologicamente parlando, è portato a essere diffidente verso le situazioni che non conosce!
E' necessario che si abitui alle persone, che capisca che non c'è nulla da temere, che è al sicuro.


Una delle cose che più stupisce chi viene a trovarci in fattoria è il buon carattere dei nostri asini. Le frasi che sento ripetere più spesso sono:
"Ma questi sono buoni, non sono come quello dello zio (nonno / vicino di casa / ecc.)!"
"Ma davvero non scalciano?"
"Ma davvero non mordono?"
"Ma come sono coccoloni!"
 

I nostri asini non sono animali diversi da tutti gli altri. Ciò che rende il loro comportamento differente da quello dell'asino lasciato solo al pascolo di cui abbiamo parlato sopra, è il fatto che noi abbiamo un rapporto quotidiano con i nostri animali, e loro sono abituati ad averci intorno, a farsi coccolare e portare in giro. Non si spaventano se un cane impaurito si mette ad abbaiare, o se un bambino curioso corre loro incontro schiamazzando. Ma tutto ciò non si ottiene da un giorno all'altro. E ' il frutto di un rapporto costruito giorno dopo giorno, che va calibrato in funzione delle caratteristiche di ogni singolo animale, un percorso che sarà più semplice se l'asino non ha un passato difficile, e più lungo e complicato se invece ci sono paure da superare.
Come fare? Fondamentalmente con molta pazienza. La stessa proverbiale pazienza dell'asino!
Dovete costruire un ottimo rapporto con il vostro amico orecchie-lunghe. Averci a che fare tutti i giorni, magari più volte al giorno. Portargli da mangiare, pulire il suo box, strigliarlo e coccolarlo. Giocare con lui e farci quattro chiacchiere.

Come quattro chiacchiere?!?! Quattro chiacchiere con un asino??? Sì certo! Quanti di noi parlano con il cane o il gatto di famiglia? Quasi tutti quelli che ne hanno uno a casa. E ci viene assolutamente normale! E allora perchè non parlare anche con l'asino? L'animale imparerà rapidamente a riconoscere la nostra voce, a percepire le inflessioni del nostro tono, a capire in un attimo se siamo felici o nervosi. Vi sentirà arrivare da lontano, e al vostro richiamo vi correrà incontro. E imparerà a distinguere il suo nome da quello degli altri animali, equini o no, che vivono con lui. (Credetemi, imparano il loro nome, proprio come i cani!)
Un asino fiducioso sarà un asino coccolone, paziente, amico. Guardate questa foto: cosa può esprimere più fiducia completa da parte di un erbivoro-preda, che lasciarsi prendere la testa e farsi coccolare mentre sta sdraiato rilassato? E guardate l'espressione da "brodo di giuggiole da coccole"!!!


E voi, che esperienze avete avuto con gli asini? Arricchiamoci confrontando le nostre esperienze: commentate qua sotto, oppure sulla nostra pagina Facebook!
Alla prossima!

lunedì 2 febbraio 2015

10 cose da sapere prima di fare dell'agricoltura il tuo lavoro

La vita cittadina stressante, l'economia che non va, tanti fattori insieme... e tutti sognano di andare in campagna a fare i contadini, magari aprire un agriturismo, e vivere felici e contenti nella natura. Beh... l'immagine bucolica che si ha in televisione è quanto di più distante dalla realtà.
Vediamo le prime 10 cose che dovete sapere prima di buttarvi in questa avventura.
  1. Fare dell'agricoltura una professione non è come coltivare un orticello per il tuo consumo famigliare. Togliti dalla testa che basti avere il pollice verde nel giardino di casa per avere successo in questo lavoro. Quello era un hobby, questa una professione. Sarebbe come dire che, siccome hai costruito tutto da solo una fantastica cuccia per il cane di famiglia, puoi buttarti a capofitto nella progettazione di una casa. Senza adeguati studi ed esperienze alle spalle.
  2. Se l'agricoltura deve essere una professione, è necessario che sia economicamente remunerativa. E lavorando in questo settore non è semplice. Non pensare di poter vivere sui contributi: il tempo delle vacche grasse è passato per tutti.                                                              
                                                
  3. Cerca di abbreviare il più possibile la filiera. Pensa a quanto costa un kg di zucchine dal fruttivendolo. Ora immagina i costi per l'acquisto dei semi, dei fertilizzanti e di quanto necessario alla loro crescita, di dover lasciare margine di guadagno al rivenditore (che è mediamente la metà del prezzo di vendita al cliente finale). Ecco quanto guadagnerai per ogni chilo di zucchine. Eliminate tasse, costi di gestione in campo, eventuale manodopera nei periodi di raccolta, spese fiscali come quote d'iscrizione a un'associazione di categoria che vi seguirà anche dal punto di vista fiscale. Eliminate costi di carburanti, quote di ammortamento delle strutture e delle attrezzature che dovrai acquistare (mi sento ottimista quindi considereremo che i terreni sui quali lavorerai siano di proprietà tua o di qualche parente che te li darà in gestione gratuitamente). Se venderai ai mercati contadini, considera anche i costi delle piazze e delle iscrizioni ai vari circuiti che organizzano queste manifestazioni. Hai fatto? Ecco, ora calcola quanti chili di zucchine dovrai coltivare per guadagnare qualcosa. Hai spazio, tempo, energie per coltivare tanto così?
  4. A causa di quanto detto nel punto 3, ricorda che dovrai prevedere un budget iniziale per l'aquisto del minimo indispensabile necessario a cominciare il lavoro.                                                                                                                                             
     
  5. Sempre a causa del punto 3, ti servirà un'infarinatura (se è un po' di più di una vaga idea è meglio) di economia per farti due conticini e capire in che direzione stai andando.
  6. Sarai sempre in balia del tempo: una stagione particolarmete piovosa, una primavera che tarda ad arrivare, un inverno troppo mite e senza neve, una grandinata improvvisa... tutto ciò limiterà notevolmente la tua produzione. E siccome si sta parlando della tua principale risorsa economica, sappi che dovrai trovare un nuovo modo per arrivare a fine mese.
  7. Valuta seriamente l'idea di rivolgerti a un tecnico specializzato che ti segua nel tuo lavoro, anche solo come consulente nelle fasi più critiche. Questa figura poco conosciuta ma fondamentale per avere successo in agricoltura, si chiama agronomo. Non un biologo o un naturalista. No, un agronomo. Uno che studia 5 anni all'università per formarsi, fra lezioni in aula e tirocini pratici, che si iscrive a un albo e che è obbligato a tenersi costantemente in aggiornamento. Mica uno improvvisato! Perchè se mai penseresti di poter fare a meno dell'aiuto di un medico per stare in salute e risolvere i vari problemi di salute, se il veterinario è indispensabile per la cura dei tuoi animali, se l'ingegnere è necessario per progettare una casa.... per quale strano, assurdo e incomprensibile motivo puoi pensare di svolgere la tua professione agricola senza la consulenza di un agronomo???? Se non sei ancora convinto, ripensa all'esempio del punto 1. E' vero che dovrai pagarlo, ma è altrettanto vero che la consulenza di un professionista potrà aiutarti ad evitare di commettere errori che ti porterebbero al fallimento ancora prima di partire.                                                                                                                               
                                                    
  8. Prima di lanciarti nell'idea di aprire un agriturismo con ristorazione, sappi che prima dovrai avere un'azienda agricola che funzioni, e che il ristorante dovrebbe essere solo una delle varie possibilità che puoi avere per incrementare il reddito, e non la principale. Non entro qui in merito dei regolamenti perchè sono abbastanza complessi, ma tieni a mente che non stai aprendo un semplice ristorante. Altrimenti apri quello, non un ristorante agrituristico.
  9.  Multifattorialità: ci sono tantissimi modi di aumentare il reddito in agricoltura che vanno dal ristorante agrituristico, alle camere, alle attività legate al turismo, all'agricamping, alle fattorie didattiche. Tutto questo però ha un costo anche burocratico, oltre a quello proprio della realizzazione, e ci sono dei corsi che dovrai seguire.
  10. A proposito di corsi... quasi dimenticavo! A meno che tu non abbia una laurea in agraria, per poter essere riconosciuto come imprenditore agricolo sarai obbligato a seguire un corso che ti darà una seppur minima preparazione di base.

Sei ancora convinto che l'agricoltura sia la tua strada? E allora forza, lanciati in questa nuova avventura! E buona fortuna!

domenica 25 gennaio 2015

10 cose da sapere prima di tenere un asino (o un cavallo) a casa

Oggi vorrei condividere con voi le attività che si devono svolgere quotidianamente in ogni fattoria.
Lavorare nella e con la natura è bellissimo, con gli animali ancora meglio, ma non sono tutte rose e fiori. A parte che siamo in piena balia del clima e non esiste domenica o giorno di festa...
In questo post mi spiegherò meglio con questo elenco di cose che devi mettere in conto (fra le altre!) prima di fare dell'allevamento il tuo lavoro. O, più semplicemente, prima di considerare di tenere un animale di grande taglia (come un asino, un cavallo, un pony, ecc.) a casa tua.
Ma cominciamo... 
  1. Non avrai più sabato, domenica, Natale, Pasqua e giorni di festa in generale: gli animali vanno nutriti, puliti e controllati ogni santo giorno. Più volte al giorno.
  2. Guarderai la pioggia con un altro spirito. Perchè non la guarderai da dietro la finestra, ma mentre tutto intabarrato in un impermeabile il più coprente possibile starai spingendo una carriola piena di letame verso la letamaia sotto l'acqua battente.
  3. Ripeterai il punto 2 per neve, vento forte, ghiaccio sulla strada, ecc.                                                            
  4. Considera di avere una letamaia di dimensioni ragionevoli. Perchè fino a quando non la spalerai, non ti renderai conto di quanto produce un asino (scusa la "poesia", ma anche questo farà parte della tua quotidianità..)
  5. Se sarai così fortunato da avere prati e attrezzature da fienagione a disposizione, d'estate ti toccherà anche fare il fieno. Sotto il sole cocente, oppure correndo contro il tempo per salvare il fieno da un acquazzone improvviso e non buttare all'aria il duro lavoro di tre giorni E se non ce la fai e sbaglierai qualcosa, anche solo qualche piccola cosa, quando in pieno inverno aprirai un ballone, dovrai buttarlo via perchè sarà tutto ammuffito.
  6. Se non sei così fortunato da avere modo di fare il fieno per conto tuo, dovrai comprarlo e comunque gestirlo. E il fieno costa. E pesa. Pesa caricarlo nel fienile e scaricarlo per usarlo.        
     
  7. Se terrai i tuoi equini in un posto dove non avrai il collegamento alla rete dell'acqua potabile, o se in estate li porterai in un pascolo verde, metti in conto che dovrai sempre portargli acqua fresca. Riempirai cisterne a casa, quotidianamente o quasi, e le porterai al pascolo. Ti andrà bene se riuscirai a raggiungere il posto in auto, altrimenti... dovrai portarle a piedi. Naturalmente anche quando piove, nevica, fa freddo, si suda, ecc...
  8. Per quanto i tuoi animali saranno docili, ci sarà sempre il rischio di prendersi una pestata, un morso, una testata. Non per loro cattiveria, ma solo perchè ti troverai al posto sbagliato nel momento sbagliato. Succederà, prima o poi. E credimi, se non fosse per il male che sentirai in quel momento, ti sembrerà di essere finito in una riedizione delle Comiche.
  9. Ultimi, ma forse primi in ordine delle cose da fare, sappi che dovrai imparare a districarti tra la burocrazia. Avrai a che fare come minimo con la ASL Veterinaria (codice aziendale), l'APA di zona (microchip e passaporti) e il Comune (se costruirai un box o una tettoia). Se riuscirai a fare da solo ridurrai i costi, almeno per i primi due. Per quanto riguarda i permessi di costruire, ti servirà un geometra per il progetto. Sei sicuro di non avere tra i familiari o gli amici un geometra, un ingegnere o un agronomo (specializzato in edilizia rurale però!) a cui chiedere un favore?
  10. Potrai tenere i tuoi animali come principi, non fargli mancare nulla, coccolarli, nutrirli adeguatamente, vaccinarli, fare l'impossibile per loro. Ma a fronte di 100 che ti faranno i complimenti ce ne sarà sempre uno (solitamente qualcuno che di grossi animali non sa nulla...) che guarderà il tuo asino e dirà "poverino"... Così, a prescindere. Perchè il perchè di poverino non lo scoprirai mai, nemmeno chiedendoglielo. 

Se sei pronto a tutto questo, sappi che in compenso ciò che ti darà il contatto quotidiano con il tuo asino o il tuo cavallo sarà impagabile e, comunque vada, ne sarà sempre valsa la pena.

domenica 27 aprile 2014

L'Asino del Lago a Prodotto Italia su Rai 3

Oggi voglio linkarvi il video dell'intervista che ci hanno fatto lo scorso dicembre per la trasmissione di RAI 3 "Prodotto Italia". La puntata è stata trasmessa a inizio gennaio, potete vedere la parte che riguarda la nostra azienda a partire dal minuto 9.50.


E' proprio una bella soddisfazione vedere che il tuo lavoro viene apprezzato e presentato al pubblico!
Buona giornata a tutti voi e buona domenica!

venerdì 25 aprile 2014

Giornata di semina...

Ben trovati amici del blog, e buona giornata di festa!
Noi abbiamo aprofittato del bel tempo, soprattutto visto che le previsioni per i prossimi giorni non sono favorevoli, e abbiamo seminato un po' di verdurine ed erbette che abbiamo riposto in serra per la germinazione. Siamo in periodo di luna calante e quindi abbiamo seminato ciò che "va a seme" e ciò che "cresce sotto": coriandolo, aneto, cumino e anice...


E poi erba cipollina e timo nei vasetti, in modo da poter trapiantare tutto il cespo in piena terra.
Intanto continua a crescere la prima insalatina (anche lei vuole la luna calante)...


E approfittando degli ultimi giorni prima che cambi la fase lunare, il prossimo lavoro che ci attende sarà la semina delle patate (questa è una foto vecchia).


Buona serata a tutti voi, ci si risente presto!

martedì 22 aprile 2014

L'addestramento

Durante questi mesi fra le altre cose abbiamo anche iniziato l'addestramento al trekking dei nostri pelosotti.
Il primo passo è stato insegnare loro ad andare in giro alla lunghina al di fuori del loro "porto sicuro", cioè l'azienda, senza spaventarsi per i rumori improvvisi e imparando a rispettare i nostri comandi...


Poi siamo passati alla sella: per un equino non è semplice tollerare qualche cosa sulla schiena, se non è abituato. Bisogna avere pazienza, fare un passo dopo l'altro con calma, senza fretta, prima il cuscino e poi la sella non legata. Poi si inizia a legare il sottopancia, e piano piano, mano a mano che l'asino si abitua e si rilassa, sgonfiando il torace, si stringono le cinghie...


E poi c'è il basto! Ma non tutti gli asini reagiscono nello stesso modo: Lenticchia collabora bene, Zenzi è un po' più titubante..
Per fortuna c'è Zoe, la nostra veterana, che è già un asso del basto e della sella!


Buona giornata a tutti!!!

giovedì 5 aprile 2012

I lavori di primavera: il nuovo terreno

Queste settimane sono state piuttosto frenetiche: la primavera si avvicina, quindi non solo asini, anche le coltivazioni necessitano di cure.
Un nuovo terreno è stato "acquisito" dalla nostra azienda, e visto lo stato di abbandono in cui si trovava, c'è stato bisogno di parecchio lavoro.
Ecco come era la parte alta dell'area all'inizio dei lavori... 
  

Dopo un bel po' di lavoro, le cose hanno iniziato pian piano a migliorare...


Ma anche la parte bassa dell'area aveva bisogno di un serio maquillage!


Dopo trucco e parrucco... e tante ore di lavoro...


E per finire, anche un lifting un po' più profondo: aratura!


E' stato un lavoro parecchio faticoso, ma ora siamo pronti per seminare e piantumare!

mercoledì 19 ottobre 2011

L'alpeggio

Una volta c’era l’alpeggio. E, qualche settimana prima, il maggengo. Con l’arrivo della bella stagione, il bestiame veniva portato in montagna: si fermava per qualche tempo a mezza montagna, il maggengo appunto, per poi salire in quota, dove avrebbe trascorso i mesi più caldi brucando l’erba dei pascoli alpini.
Portare gli animali in malga, al giorno d’oggi, è cosa sempre più rara. Ma qualche mese di puro pascolo è ancora una boccata d’aria fresca. Così, anche quest’anno, ai primi di maggio i nostri asini hanno traslocato. Hanno incontrato nuovi amici orecchie-lunghe, hanno familiarizzato, giocato, stabilito nuove gerarchie…. e i puledri hanno imparato che non si può sempre fare tutto ciò che si vuole, perché la mamma concede, gli altri asini un po’ meno. Insomma, una bella estate in compagnia.
La stagione quest’anno è stata lunga, settembre e i primi giorni di ottobre ci hanno regalato giornate ancora calde, ma ormai l’autunno è arrivato, portando con sé i primi freddi. E, come in una moderna transumanza, anche gli asinelli sono tornati nelle loro rispettive scuderie.
Arrivederci amici, ci si rivede la prossima estate!

lunedì 7 marzo 2011

Cosa fare prima di portare a casa un asinello: il codice aziendale

Oggi parleremo dei documenti che è necessario predisporre per poter iniziare ad allevare degli asini.
Innanzitutto, la prima cosa da fare se si decide di portare a casa un amico dalle orecchie lunghe, è recarsi al distretto veterinario della ASL competente per la propria zona e richiedere l'assegnazione di un codice di identificazione aziendale, detto in gergo anche codice di allevamento o codice stalla. Questo codice è composto da sei cifre, intervallate dalla sigla della provincia in cui terrete gli animali. Alla ASL vi chiederanno di compilare delle carte, in cui fornirete le vostre generalità, dichiarerete che genere di animali intendete allevare (nel nostro caso equini), la spece (asini), il numero, la tipologia di allevamento che intendete praticare (amatoriale, custodia di animali di altrui proprietà, ecc.) e il luogo fisico dove lo farete. E' importante ricordare che il codice di allevamento DEVE ESSERE RICHIESTO anche per chi decide di tenere un asinello solamente per la propria compagnia. Infatti dovete tenere ben presente che non stiamo parlando di un cane o di un gatto, ma di un animale che viene considerato a tutti gli effetti una specie da allevamento, al pari di bovini, ovi-caprini o suini, anche se noi lo tratteremo come un amico peloso!
Consolatevi pensando che, se deciderete di prendere una pecorella per far compagnia al vostro asino, la procedura sarà più veloce: basterà richiedere un sottocodice per ovini!
Una volta che avrete il vostro codice di allevamento, sarete burocraticamente pronti per accogliere il vostro nuovo amico!

mercoledì 16 febbraio 2011

Ancora pioggia...

Seconda giornata di pioggia...
Solitamente gli asini sono animali che non amano particolarmente la pioggia: ho visto asini correre verso la stalla senza spiegarmi il motivo, per poi ritrovarmi nel mezzo di un temporale improvviso dopo una decina di minuti... ne ho visti altri ripararsi sotto le piante del bosco per sfuggire all'acquazzone... i miei invece no. I miei asini adorano la pioggia. Stanno per ore e ore sotto l'acqua battente, che sia una pioggerella fine o un temporale violento, nonostante abbiano sia una tettoia che una stalla accogliente ove ripararsi.... e invece no, loro devono inzupparsi dalla punta delle orecchie fino all'ultimo pelo delle zampe. Asini!!!
Certo, arrampicarsi per i campi (ripidi!) sotto la pioggia due o tre volte al giorno, per andare a somministrare la razione di fieno e granella, aggiungere acqua fresca e pulire il paddock e la stalla, può essere pesante... ma come si sa, con gli animali non ci sono pioggia o neve o freddo che tengano, non ci sono giorni di festa o di malattia: loro reclamano le loro attenzioni 365 giorni all'anno, più volte al giorno, e non sentono ragioni! E' vero, è impegnativo... ma è così bello avere a che fare con loro...